DONAZIONI DI SANGUE IN EUROPA

Donare il sangue, si sa, è fondamentale per salvare vite umane perché ciò che per noi è scontato, per persone che hanno bisogno di cure lo è molto meno.

Analizziamo ora l’iter di donazione in un paese molto vicino territorialmente al nostro che fa parte dell’Unione Europea: la Germania.

Premettiamo che l’ordinamento europeo tutela la donazione di sangue con la direttiva 2002/98/CE del 27 gennaio 2003 che stabilisce le norme di qualità e di sicurezza per la raccolta, il controllo, la lavorazione, la conservazione e la distribuzione del sangue umano e dei suoi componenti. Pertanto tutti i paesi membri hanno dovuto recepire nei propri ordinamenti nazionali le regole generali fissate dall’Unione Europea.

Sicuramente ci sono sia aspetti comuni che differenze, alcune marcate ed altre meno marcate. Ma andiamo con ordine.

In Germania il giorno della prima donazione occorre compilare un questionario in merito il proprio stato di salute presente e passato, gli ultimi viaggi effettuati ed eventuali operazioni subite. Poco dopo è previsto un colloquio approfondito con il medico, il quale misurerà anche polso e pressione. Sarà il medico stesso che dichiarerà il nuovo donatore idoneo o non idoneo.

In caso di idoneità, poco prima della donazione, sarà misurato il livello di emoglobina al fine di escludere un’eventuale anemia. L’emoglobina può essere misurata sia sul dito che sul lobo dell’orecchio. Specialmente l’orecchio è in grado di fornire in tempo reale la temperatura per escludere eventuali infezioni.

Ed ora arriva la prima differenza sostanziale con il nostro paese: poco prima della donazione, in Germania viene distribuito un ulteriore modulo dove si chiede al donatore se intende dare l’autorizzazione all’utilizzo del suo sangue sui pazienti che ne hanno bisogno oppure negarla. In caso di non autorizzazione all’utilizzo dei componenti a terzi si parla di ‘Freiwilliger Selbstausschluss’ (autoesclusione volontaria). Il motivo principale dell’autoesclusione volontaria riguarda l’eventuale dubbio da parte del donatore di aver corso il rischio di essere stato infettato con malattie trasmissibili e che queste non siano verificabili al momento a causa del periodo finestra. La sacca viene analizzata in ogni caso dal personale medico.

Nella seconda fase abbiamo la donazione vera e propria con una leggera differenza sulla quantità prelevata: in Germania vengono prelevati 500 ml mentre in Italia 450 ml.

La donazione ha una durata dai 7 ai 10 minuti circa.

Dopo aver aspettato circa 10 minuti dopo il prelievo, arriva la parte più gustosa: il donatore viene portato in una stanza dove viene offerto un pasto completo con svariate bevande.

Dopo pochi giorni viene recapitata a casa la tessera del donatore con tutti i dettagli in merito al gruppo sanguigno.

Interessante, vero? Ma c’è di più: di seguito riportiamo altre differenze del nostro sistema e quello tedesco:

  • In Italia ci sono diverse associazioni che organizzano la raccolta sangue, ma, automaticamente, le persone pensano direttamente all’ospedale come principale hub. In Germania la raccolta viene organizzata principalmente dalla Croce Rossa Tedesca che provvede al 70 % circa del fabbisogno nazionale.
  • In Germania tra una donazione e un’altra devono trascorrere almeno 56 giorni contro i 90 giorni in Italia
  • Gli uomini e le donne possono donare in un anno rispettivamente 6 e 4 volte l’anno mentre in Italia 4 e 2 volte l’anno.
  • Contrariamente all’Italia, in Germania non è possibile donare a stomaco vuoto: viene chiesto infatti più volte al donatore se abbia consumato cibo e bevuto sufficientemente.

In questo articolo avete sicuramente notato che non tutte le procedure rispecchiano alla lettera quelle del nostro paese, ma una cosa è certa: la consapevolezza della donazione arriva ben oltre i nostri confini nazionali e l’aspetto in comune che salta più all’occhio tra questi due paesi è l’impegno profuso da parte di tutti i donatori e di tutto il personale sanitario nel portare avanti la raccolta sangue sia per aiutare pazienti in difficoltà e sia per la ricerca, oggi più che fondamentale per l’intero globo.

E tu cosa aspetti a diventare donatore? Clicca QUI

Aufwiedersehen!

Davide Domenicucci